Namahage: differenze tra le versioni

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[[File:Namahage.jpg|thumb|Namahage]]
'''Namahage''' (ナマハゲ) è un rituale che si svolge durante la celebrazione del capodanno, nella penisola di [[Oga]] (nord-est del [[Giappone]]).Questo rito comporta la visita nelle case da parte di alcuni membri giovani del villaggio, travestiti con maschere demoniache e mantelli di paglia, i quali recano benedizioni, ammoniscono le giovani mogli e spaventano i bambini. Nel momento in cui i Namahage (il termine designa sia il costume sia i visitatori) entrano nella dimora di qualcuno, vengono ricevuti dal capofamiglia con [[sake]] e pesce. Dopo aver consumato le offerte, i Namahage elargiscono benedizioni e profetizzano sul raccolto a venire.
La semplicità del rituale non cela comunque la sua drammaticità: l’arrivo notturno dei Namahage è accompagnato da urla e versi simili a quegli degli animali, spesso manifestano un’aggressività incontrollabile dovuta all’abuso di [[sake]]; e i loro costumi sono appositamente finalizzati a incutere terrore ai più piccoli (oltre alle maschere, i Namahage portano un grosso coltello da cucina e un secchiello di legno). Sebbene oggigiorno questa celebrazione abbia perso le sue valenze religiose (in special modo per la temporanea abolizione delle tradizioni popolari da parte del governo durante la [[Seconda guerra mondiale]], in quanto considerati retaggio del passato feudale), il Namahage è rimasto ancora una vivida testimonianza della tradizione popolare giapponese. Il Namahage è nato innanzitutto per spronare i membri di una comunità alla cooperazione. Il termine “Namahage” infatti deriva etimologicamente dal verbo hagu (“levare, togliere”) e namumeyo, che nel dialetto della città di [[Akita]] significa “bruciore” che indica il rossore cutaneo. Altri termini con lo stesso significato di Namahage sono Amamihagi, Sunekatakuri, Amamehagi e Namomehagi. Suneka-takuri, Mame-hagi e Amami-hagi significano “levar via le chiazze rosse”, oppure “persona che toglie via le chiazze rosse”. Le chiazze rosse si riferiscono qui alla pelle chiazzata conosciuta col termine medico di ''cutis marmorata'' o, nei casi più gravi, come ''livedo reticularis''. È un disordine dei vasi sanguigni causato dal surriscaldamento di certe parti del corpo. In Giappone questo disturbo è causato dalla maniera in cui le persone si tengono al caldo durante la stagione invernale. Molte persone fanno affidamento al [[kotatsu]], un braciere sul quale viene drappeggiato sui quattro angoli un copriletto, in modo che il calore proveniente dal braciere (oppure dall’unità elettrica) non si disperda nella stanza. Per stare al caldo la gente mette le braccia e le gambe all’interno del copriletto. La pelle chiazzata è la conseguenza di un prolungato riscaldamento e di inattività. I termini che designano questo tipo di malattia fanno riferimento anche alle persone pigre e inattive. Hidako è il termine generico per la pelle chiazzata nel nord-est del Giappone e nelle aree limitrofe; suneke nella prefettura di [[Iwate]], il già citato namumeyo (o namame) a [[Oga]], e amami a Minazuki, prefettura di [[Ishikawa]], sono parole dialettali che indicano la stessa cosa. Invece le altre parti di questi termini, –takuri e –hagi, sono forme dialettali del verbo “levare”, “togliere” o di “persona che toglie”.Nel contesto della celebrazione, questi termini non solo indicano l’essere mitico che toglie via le chiazze rosse, ma implicano che quest’azione viene fatta per insegnare alle persone indolenti a non essere pigre e a non sedersi per troppo tempo vicino al kotatsu.